“Mortara-Piacenza con Gaia” di Enrico Ficara

Mortara-Piacenza con Gaia

 

Felicità è condividere.

La frase di R.F. può in parte farci capire perché Gaia ha deciso di renderci felici, chiedendo di unirci a lei per una pedalata da Mortara a Piacenza, percorrendo chilometri su strade secondarie, le strade blu della provincia lombarda ed emiliana, in un assolato fine settimana di inizio estate. Certo come noi, che non ci siamo fatti troppo pregare per accettare l’invito, Gaia ama la bicicletta, ama viaggiare su ritmi tranquilli, godersi il paesaggio, raccontare le sue esperienze di pedalatrice che l’hanno portata ad attraversare mezza se non tutta l’Italia nonché all’estero, ed ascoltare le storie dei compagni di strada. Quale mezzo di trasporto migliore delle due ruote a forza di gambe per realizzare tutto questo?

Puoi pedalare a fianco della ciclista appena conosciuta e che ha visitato proprio quella regione dove ti piacerebbe andare in vacanza, puoi isolarti in coda al gruppo per stupirti di quante sfumature di verde ti offre la campagna, puoi condividere con l’amico il ricordo di quella salita così dura sulle colline dell’Oltrepo, e poi salutare il pellegrino canadese sulla Via Francigena. Una pausa, un panino, un bicchiere di bianco bello fresco, un’inchiodata per restare a bocca aperta davanti ad una villa così kitsch che più kitsch proprio non si può… Ma c’è dell’altro nel viaggio di Gaia, non è solo il gusti di muoversi che la spinge e le darà la forza, nelle prossime due settimane, di arrivare tappa dopo tappa fino a Roma; Gaia ha un progetto, che si chiama Viandando, ed uno scopo, quello di creare, attraverso il viaggio lento e consapevole, occasioni di incontro tra persone, culture ed esperienze diverse.

Come non agganciare un’idea come questa alla realtà, purtroppo tragica, che da anni scorre sotto i nostri occhi a volte colpevolmente indifferenti, e che i media hanno trasformato in una perenne “emergenza migranti”? 12000 km, questa la distanza che un migrante può percorrere dal nord Africa al nord Europa in cerca di un destino migliore. In mezzo il Mediterraneo, ormai trasformato in cimitero d’acqua che ha accolto migliaia di bambini, donne e uomini. Ad una delle più grandi tragedie dell’emigrazione, quella di Portopalo di Capopassero della notte di Natale del 1996, quando oltre 300 migranti annegarono nel naufragio del barcone che li trasportava verso la Sicilia, e che divenne la loro tomba, Gaia ha voluto dedicare, l’estate scorsa, una pedalata solitaria di 1200 km, per fare memoria e restituire dignità a quei morti.

Adesso Gaia si è rimessa in sella lungo la direttrice Torino Roma per una raccolta collettiva di chilometri, un’idea originale e coinvolgente aperta a tutti: percorrere strada in bicicletta e donare questi chilometri tramite il sito di Viandando, per arrivare ad un totale di 12000 km (anche se ogni km in più sarà benvenuto ed ovviamente conteggiato). Alla fine tutti i km percorsi e le firme dei pedalatori saranno portate all’Autorità per chiedere una diversa attenzione verso il fenomeno della migrazione. Tutti possono fare la loro parte, connettendosi al sito di Viandando e dando il loro contributo, anche minimo, di strada percorsa.

I 12000 km sono ormai quasi raggiunti, ma la raccolta non si ferma certo, anzi. E questo è solo il primo di una serie di progetti che Gaia, con la determinazione che nasconde dietro un dolce sorriso, vuole portare avanti in futuro con l’obiettivo di sensibilizzare, informare, stimolare la riflessione sulle tematiche connesse al fenomeno migratorio e all’incontro ed integrazione fra culture diverse. Obiettivo ambizioso? Timore dello scetticismo o del disinteresse della gente? Se aveste parlato con Gaia vi sareste accorti che non le fanno certo difetto forza e fiducia per andare avanti. Buona strada allora Gaia, oggi verso Parma, poi fino a Roma con tante altre migliaia di km donate al tuo progetto.

Per le tappe Mortara–Pavia e Pavia–Piacenza grazie a Elena, Vanna, Simona, Alaa, Riccardo, Fabrizio, Enrico e a tutti quelli che hanno contribuito all’organizzazione dell’incontro con Gaia presso la libreria Il Delfino nonché all’accoglienza di Gaia.

 

 Enrico Ficara

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